All The President’s Friends

Campagna di autofinaziamento per salvare il Presidente dell’ELETTRO+

Breve storia

Breve storia della pioggia di merda e degli ombrelli che siamo costruiti

Poco prima di Natale riceviamo una raccomandata dagli uffici di Firenze. Dentro c’era una ingiunzione di pagamento degli uffici della TARSU per i rifiuti prodotti all’interno dell’area Elettro+. Il periodo di riferimento dell’ingiunzione prende in considerazione solo un unico trimestre del 2004 e tutti quelli del 2005. Secondo la TARSU, l’associazione doveva pagare al comune 12.000 euro di tassa dei rifiuti, più 14.000 euro di multa per non avere denunciato la metratura quadra occupata dall’associazione, nei suoi anni di attività. Il mostruoso totale è di 26mila euro, spiccolo più spicciolo meno, lasciando intuire che presto seguirà anche l’ingiunzione con le tasse riferite al 2006 con il carico della penale. Il tutto arrivava ad un totale superiore ai 50000 euro se si considera le spese legali che dovevamo sostenere. Purtroppo la data ultima per effettuare un ricorso era molto vicina, e abbiamo dovuto agire in fretta per poter frenare la valanga di merda che ci stava per piovere sopra.
In breve questo è quello che abbiamo fatto:
Siamo andati all’ufficio del registro per chiedere i carichi pendenti dell’associazione, recuperare lo statuto e altre richieste informazioni. Dopo più di un mese  sono arrivate le info che avevamo chiesto. E’ emerso che l’associazione esiste ancora, (qualcuno si chiederà perché), che Gire è ancora il presidente (le dimissioni non sono mai state registrate) e che non abbiamo fortunatamente altri carichi sulla schiena. Questo comunque non influisce sulla legittimità della richiesta da parte del comune, visto che all’epoca dei fatti, l’associazione e la sua segreteria erano attivi e pienamente responsabili.
Il passo successivo è stato quello di contattare un Avvocato. Siamo andati da Enrico Amante, un avvocato che ci ha consigliato Antonia e che si è rivelato molto bravo e molto caro anche se disponibilissimo a dilazionare il pagamento della sua parcella. Tramite esso abbiamo elaborato una strategia difensiva  e effettuato il ricorso presso il giudice delle tasse e dei tributi. Tanto per mettere uno stoppino.
Il fulcro concettuale del ricorso sta al punto sette del comodato stipulato fra il quartiere e Rorandelli, proprietario dell’immobile. Qui infatti è esplicito che tutte le spese comprese i rifiuti sono a carico del quartiere 4. Fin qui sembrerebbe tutto a posto, se non che, nel comodato stipulato fra noi e il quartiere, non si fa menzione del problema in nessuna sua parte. La cosa quindi è purtroppo era passibile di interpretazione da parte di un giudice, che poteva decidere, che la clausola è implicita, essendo una tassa come un altra, quindi a carico dell’usufruttuario.  Per questo è stato necessario aprire un ulteriore causa civile contro il quartiere 4 ( che per fortuna, alla luce dei prossimi eventi, non è mai stata presentata), in quanto il giudice delle tasse può determinare solo se la tassa è dovuta o meno, ma non può risolvere il contenzioso su chi sia il soggetto tenuto a pagare.
Nel frattempo siamo andati a fare una chiacchierata con la TARSU. Li abbiamo trovato un simpatico ometto che ci ha illuminato molti punti oscuri. Sembra che la richiesta di accertamenti sia partita proprio dal consiglio del quartiere 4, che sotto la pressione di un consigliere dell’opposizione, ha lanciato nelle mani della tarsu l’incarico di verificare lo stato delle cose, la quale con molta solerzia, ha mandato periti, si è fatta spedire mappe, planimetrie e quant’altro e ha calcolato l’importo. La tassa è stata calcolata con un parametro (1,71 euro) applicato alle associazioni no-profit, moltiplicato per i metri quadri dello stabile: 4400 e rotti. Abbiamo quindi fatto richiesta allo stesso ufficio di tutta la documentazione relativa al nostro procedimento. Dopo circa 20 giorni siamo stati convocati dalla segretaria dell’ingegnere Guidi (lui era sempre molto impegnato), la quale ci ha mostrato una copia del comodato d’uso che già avevamo e un monte di scuse e di impossibilità a mostrarci il materiale che gli avevamo richiesto.
Per quanto riguarda la gestione dell’aspetto politico della faccenda la situazione è stata in un primo momento molto ambigua. Abbiamo avuto più occasioni di parlare informalmente del problema sia con Eros Cruccolini che con il nuovo presidente del Quartiere4, D’eugenio.
Maurizio, Antonio, Sara e Guia hanno posto il problema a questi soggetti e alle loro segreterie per cercare di risolvere il problema prima della data ultima di scadenza del ricorso. Alla fine, a tempo ormai scaduto, mi ha telefonato il D’eugenio, che ci ha convocato nel suo ufficio per discutere della questione. Il presidente del quartiere si è rivelato molto disponibile e con un idea ben definita sul da farsi. D’eugenio ci ha spiegato i motivi dell’incredibile richiesta e ci ha fornito una soluzione più che accettabile, riducendo di moltissimo l’importo richiesto per le tasse rifiuti.
Non sto in questa sede ad ammorbarvi la vita entrando nei dettagli e nei cavilli tecnici, vi basti sapere che il tassello fondamentale della strategia del D’eugenio è lo stesso che avevamo individuato noi nel nostro ricorso. Ovvero che l’Elettro+ ERA uno spazio PUBBLICO, e quindi non è possibile richiedere all’associazione che lo gestiva la totalità delle tasse.  Per questo sono stati calcolati solo i Mq della palazzina, dove effettivamente avevamo l’uso esclusivo, mentre tutti gli altri spazi sono considerati giustamente come spazi pubblici utilizzati da associazioni varie e quartiere per svolgere attività culturali. Inoltre D’eugenio ha richiesto di eliminare le pesanti penali (circa 25.000 euro) per la nostra effettiva buona fede e per la poca chiarezza espressa nei comodati in merito ai rifiuti. In seguito a svariate riunioni tecniche con i dirigenti della tarsu, del comune, del quartiere ecc.ecc. siamo giunti ad un accordo. La Tatanka Yotanka si impegna a pagare 3.000 euro per i rifiuti prodotti. Questo pagamento verrà probabilmente richiesto all’inizio del prossimo anno, ovvero gennaio 2009, e potrà essere dilazionato in comode rate, fino all’estinzione del debito. Il Comune e il Quartiere si impegnano nero su bianco a chiudere qui la questione, nei secoli dei secoli.

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